21 Mondi di un’Astronomia Fantastica
Il mondo di Z
Si resta sorpresi, nel
camminare lungo i sentieri perfettamente regolari di una delle città del mondo
di Z, tutte
egualmente costruite come insiemi di figure geometriche polimorfe e complesse,
che si intersecano le une nelle altre.
Perfette nel loro equilibrio e nella loro armonia.
Ma la sorpresa in realtà nasce dall’incontrare i suoi abitanti. Un gruppo di ragazzi
che gioca al pallone, ad esempio. C’è qualcosa che ci turba nel vederli
giocare, e in poco tempo ci rendiamo conto di cosa si tratta. I ragazzi infatti non si chiamano per nome,
non si scambiano parole e pensieri, non lanciano grida di gioia o di
disappunto, né si azzuffano e si spingono, finendo nella polvere.
Ma, se un tiro compie una
parabola particolarmente interessante,
si limitano a pronunciare, pieni di meraviglia, la complessa formula
fisico-matematica che ne esprime il percorso irregolare. Oppure si mettono a
sussurrare tutta una serie di numeri, apparentemente incomprensibili, che
null’altro sono in verità se non la velocità che la palla prende di volta in
volta, a seconda del ragazzo che la calcia.
E anche gli adulti non
sono poi diversi. Quando si incontrano, non si perdono in saluti e chiacchiere,
ma si limitano ad elencare le componenti chimiche dell’aria della giornata,
come potremmo noi sulla terra parlare del tempo. Oppure, stringendosi le mani,
recitano una serie di espressioni di calcolo probabilistico, con riferimenti
complessi alla teoria dei frattali, riguardo alla folla che li circonda. E
null’altro.
Perché la verità è che
gli abitanti del mondo di Z hanno sviluppato
conoscenze scientifiche avanzatissime, e già nei primissimi anni d’età
acquistano familiarità e interesse per le scienze esatte, per la matematica
quantistica e la biochimica nucleare, ma il loro innato talento scientifico non
è stato accompagnato da altrettanti progressi nell’uso del linguaggio.
Anzi. Non possiedono
affatto un linguaggio. Non hanno nomi per chiamare il sole e la luce, gli
alberi e il mare, ma utilizzano sempre e soltanto le formule scientifiche che
vi fanno riferimento; né possiedono nomi
per chiamare loro stessi, né parola alcuna per dare una forma ed una sostanza
alla loro vita, interiore ed esteriore.
Quando scende la sera
però, e l’oscurità avvolge l’assoluta simmetria dei disegni geometrici delle
città, sogni ed emozioni, sentimenti e paure ricompaiono, e gli abitanti del
mondo perfetto di Z, si accorgono all’improvviso, di non sapere nulla…
I 21 Mondi Fantastici sono allegati al volume
Grammatica dell'Armonia Fantastica - Quaderni di lavoro - Anicia editore, Roma 2014
Il brano si può ascoltare al seguente link:

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