venerdì 24 luglio 2026

Le città geometriche - da 21 miniature

 


Gian-Luca Baldi

   21 Mondi di un’Astronomia Fantastica

 

                         

 

                  

                               Il mondo di Z


Si resta sorpresi, nel camminare lungo i sentieri perfettamente regolari di una delle città del mondo di Z, tutte egualmente costruite come insiemi di figure geometriche polimorfe e complesse, che si intersecano le une nelle altre.  Perfette nel loro equilibrio e nella loro armonia.

Ma la sorpresa in realtà nasce dall’incontrare i suoi abitanti. Un gruppo di ragazzi che gioca al pallone, ad esempio. C’è qualcosa che ci turba nel vederli giocare, e in poco tempo ci rendiamo conto di cosa si tratta.  I ragazzi infatti non si chiamano per nome, non si scambiano parole e pensieri, non lanciano grida di gioia o di disappunto, né si azzuffano e si spingono, finendo nella polvere.

Ma, se un tiro compie una parabola particolarmente interessante,  si limitano a pronunciare, pieni di meraviglia, la complessa formula fisico-matematica che ne esprime il percorso irregolare. Oppure si mettono a sussurrare tutta una serie di numeri, apparentemente incomprensibili, che null’altro sono in verità se non la velocità che la palla prende di volta in volta, a seconda del ragazzo che la calcia.

E anche gli adulti non sono poi diversi. Quando si incontrano, non si perdono in saluti e chiacchiere, ma si limitano ad elencare le componenti chimiche dell’aria della giornata, come potremmo noi sulla terra parlare del tempo. Oppure, stringendosi le mani, recitano una serie di espressioni di calcolo probabilistico, con riferimenti complessi alla teoria dei frattali, riguardo alla folla che li circonda. E null’altro.

Perché la verità è che gli abitanti del mondo di Z  hanno sviluppato conoscenze scientifiche avanzatissime, e già nei primissimi anni d’età acquistano familiarità e interesse per le scienze esatte, per la matematica quantistica e la biochimica nucleare, ma il loro innato talento scientifico non è stato accompagnato da altrettanti progressi nell’uso del linguaggio.

Anzi. Non possiedono affatto un linguaggio. Non hanno nomi per chiamare il sole e la luce, gli alberi e il mare, ma utilizzano sempre e soltanto le formule scientifiche che vi fanno riferimento; né  possiedono nomi per chiamare loro stessi, né parola alcuna per dare una forma ed una sostanza alla loro vita, interiore ed esteriore.

Quando scende la sera però, e l’oscurità avvolge l’assoluta simmetria dei disegni geometrici delle città, sogni ed emozioni, sentimenti e paure ricompaiono, e gli abitanti del mondo perfetto di Z, si accorgono all’improvviso, di non sapere nulla…


                 I 21 Mondi Fantastici sono allegati al volume

Grammatica dell'Armonia Fantastica - Quaderni di lavoro - Anicia editore, Roma 2014


Il brano si può ascoltare al seguente link:

 

https://www.youtube.com/watch?v=7Y7yBV-HiGM

 


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