Posso dire che fossero buoni amici e mio padre riteneva fosse uno dei più grandi scrittori italiani viventi. Ben presto anche io mi appassionai ai suoi libri e alla sua scrittura.
Così andai a trovarlo diverse volte nella sua casa di Bologna e un giorno gli proposi di fare uno spettacolo insieme. Vite brevi di idioti (1997) mi sembrò il libro ideale e e lui non solo accettò, ma disse di essere disponibile anche a fare la voce narrante.
Ne uscì uno spettacolo straordinario, soprattutto per la forza di Cavazzoni, per la sua presenza affascinante e carismatica, ma al tempo stesso a tratti surreale e stralunata.
Proposi l'idea a Bernardino Beggio, mio collega a Castelfranco, col quale ho collaborato più volte in quegli anni. In qualità di direttore artistico, insieme a Maurizia Rossella, dell'Interensemble, lo storico ensemble di musica contemporanea di Padova, la appoggiò subito e così nacque Il limbo delle fantasticazioni, dal titolo di un altro libro di Cavazzoni, una specie di saggio di estetica in forma comico-narrativa.
Cercai di coinvolgere anche Calicanto, perché mi sembravano particolarmente adatti per quel mondo, ma alla fine partecipò solo Francesco Ganassin, col quale ho scritto l'ultimo brano, Idée fixe, per il racconto L'uso del magnete nelle malattie fisse morbose.
Tra gli interpreti, oltre a Alessandro Fagiuoli, Luca Paccagnella e Alessia Toffanin, anche lo stesso Ganassin, al clarinetto basso.
L'immancabile Franz Fabiano si occupò della registrazione, ma mi fornì anche un superpotere speciale, alterando elettronicamente i suoni del pianoforte.
Era il 14 maggio del 2013.
Questo il link del brano su You Tube:


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