Otto chili di cervello, contro il chilo e mezzo del cervello umano. Questa la dote che la natura ha donato alle Megattere, che forse più dei delfini, dimostrano di avere capacità celebrali estremamente complesse che nulla hanno a invidiare a quelle umane.
Fu Robert Payne, nel 1967, con l'aiuto di Scott Mc Vay a compiere scoperte straordinarie su questi animali, a partire dalle loro collezione di canti.
Perché le megattere maschi, durante la stagione riproduttiva, eseguono un grande numero di canti molto diversi, oltre un centinaio, ciascuno dei quali può arrivare a durare anche trenta minuti.
La cosa ancora più straordinaria però è che questi canti si evolvono nel tempo, da una parte vengono trasmessi alla propria prole e dall'altra possono cambiare, e megattere appartenenti ad aree dell'oceano diverse possono imparare i canti di altri gruppi e decidere di abbandonare i propri. Inoltre questi scambi avvengono anche tra specie di balene diverse e non solo tra megattere.
Payne inoltre ipotizzò che le megattere fossero in grado di comunicare per tutto l'oceano con questi canti, creando una rete di comunicazione vastissima, cosa che fu poi confermata dagli studi più recenti: una vera rete internet del mare, fatta di suoni.
"Alcune delle registrazioni di Payne furono pubblicate nel 1970 come un LP chiamato Songs of the Humpback Whale (ancora il disco sonoro naturale più venduto di tutti i tempi) che aiutò a guadagnare visibilità per il movimento Save the Whales che cercava di porre fine alla caccia commerciale, che all'epoca spingeva molte specie pericolosamente verso l'estinzione. La caccia commerciale alle balene fu infine vietata dalla International Whaling Commission nel 1986".
Oggi, anche grazie alla AI, si spera di poter decifrare la lingua complessa e ricchissima delle balene. Se così fosse, sarebbe la prima lingua di un'altra specie animale con la quale ci confronteremmo, un salto interspecie molto più grande e importante e soprattutto possibile, di qualsiasi ipotetico incontro con specie aliene.
Il mondo principale ancora da esplorare è qui, sulla nostra terra.
Del 1971 è Il canto delle balene di George Crumb, composto sull'onda della fascinazione per le scoperte di Payne, un brano per tre interpreti mascherati, flauto, violoncello e pianoforte amplificati elettronicamente.
https://www.youtube.com/watch?v=cGPQLXPV5wE&list=RDcGPQLXPV5wE&start_radio=1




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