Da "Gian Vittorio Baldi torna a far cinema" di Enrico Bandini del 2 agosto del 2011.
"Dopo parecchi anni di assenza torna a dirigere un film Gian Vittorio Baldi, l’autore del folgorante “Fuoco!” (1968). Tra i ricordi di Pasolini e Fellini, per i quali è stato produttore, sbucano i filari del suo vigneto dalle piante basse e diradate: “prima ho fatto cinema d’autore, oggi produco vino d’autore”
Gian Vittorio Baldi è un “giovane” del 1930, libertario e combattivo. Si ritiene “un artigiano che cerca e non ha ancora trovato”. Nonostante sia conosciuto prevalentemente dagli addetti ai lavori, ha ricevuto oltre 100 riconoscimenti in tutto il mondo (due Leoni d’oro al Festival di Venezia, una nomination all’Oscar, un Nastro d’Argento e una Grolla d’Oro) e i suoi film sono stati oggetto di retrospettive in Francia, Finlandia, Cina, Stati Uniti e Brasile.In qualità di produttore, Baldi ha al suo attivo 28 lungometraggi e 200 corti. Nel 1962 ha fondato una società indipendente, la Idi Cinematografica, per la quale ha prodotto film del calibro di “Cronaca di Anna Magdalena Bach” di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, “Porcile” e “Appunti per un’Orestiade africana” di Pier Paolo Pasolini, “Quattro notti di un sognatore” di Robert Bresson e “Vento dell’est” di Jean-Luc Godard (1969). È tornato da poco dal Brasile, dove si è recato per le riprese del suo ultimo film “Il cielo sopra di me”.
Dalle note di sceneggiatura sembra una grande riflessione sull’esistenza, sulle stagioni della vita e sulla morte, che è vista come un tornare a far parte di un tutto indivisibile. È questa la visione di Baldi sul destino dell’uomo?
“Penso che il transito dell’uomo sulla Terra sia talmente infinitesimale che il nostro compito è quello di agire il meglio possibile, cercando di portare avanti un discorso di umanità, nella convinzione che torniamo negli atomi e nulla rimane di noi, se non una piccolissima parte di quello che abbiamo fatto, se l’abbiamo fatto. Gregorio, il protagonista, conclude il film con una poesia: ‘Per favore fate silenzio, zitti, io non ci sono più. Sono ritornato nelle stelle’”.
La poesia a cui fa riferimento mio padre nell'intervista è il testo che mi diede da musicare per il film, e che incisi all'inizio del 20213 in quello che era allora lo studio itinerante di Franz Fabiano, vale a dire nel salotto di casa mia. La voce di Claudia Ferronato, Penelope Bertolo, violino, Renè Calzavara, violoncello e Claudia Benasciutti, chitarra.
Voglio entrare nell'ombra e nel silenzio
Non voglio che si parli di me
Non sono stato né meglio né peggio di quanto è stato detto
Certo, certo, Il chiasso non piace agli angeli ed ai ai bambini
Certo, certo
per favore fate silenzio, zitti
io non ci sono più
sono ritornato nelle stelle
Nella versione montata da mio padre, che possiedo, la canzone è utilizzata diverse volte, tra cui proprio l'inizio del film. Il montaggio del produttore brasiliano fatto dopo la sua morte l'ha invece invece rimossa.
Ecco il link della canzone su You Tube
https://www.youtube.com/watch?v=EkYg_ugQiWg

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