giovedì 16 luglio 2026

La misteriosa vita della plastica

Avete mai visto come si riducono i sacchetti di plastica molto vecchi?

E quando dico vecchi, intendo dire davvero molto vecchi. Del tipo di quelli che si trovano quando si mettono a posto le cantine e si aprono bauli rimasti chiusi per cinquant'anni!

Appena li si prende in mano, si polverizzano come gli affreschi di una camera rimasta chiusa per secoli.

La plastica diventa una sorta di polvere coagulata che si sfalda tra le nostra dita. La sensazione è spiacevole, quella di toccare qualcosa di innaturale e malsano.


E malsana quella plastica lo è davvero perché rilascia gli additivi chimici tossici dei quali è composta. Inoltre funziona come una spugna e può assorbire altre sostanze nocive presenti nell'ambiente circostante. Infine, si frammenta in particelle inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche4 che sono ormai presenti nell'ambiente nel quale viviamo e soprattutto nel nostro corpo.

Nel 2017 l'ONU ha calcolato che esistessero 51 mila miliardi di particelle di microplastica nei mari, 500 volte più numerose delle stelle della nostra galassia!  

Si sa naturalmente che sono molto dannose, ma affermano di non sapere ancora bene come e perché. Dobbiamo credergli? E che effetto, alla lunga, avranno queste particelle sul nostro DNA?

A volte poi la plastica si fonde con altri oggetti, come nel caso di questo guanto che si è fuso col filo elettrico sul quale è rimasto appeso, dando vita a una nuova creatura inquietante e mostruosa.

E se una scossa elettrica desse vita a questo scherzo della chimica?






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