Trittico verdiano https://www.youtube.com/watch?v=RwOWZMsQkk8
‘Tis Time, ‘Tis Time - Trittico verdiano
- Note
«Tre volte
il gatto tigrato ha miagolato, tre volte ed una il riccio si è lamentato,
l’arpia grida: è tempo, è tempo…», cantano le tre streghe all’inizio del IV
atto del Macbeth di William Shakespeare, mentre attendono l’arrivo di
Macbeth.
Grida,
miagolii e lamenti sono qui il rintocco del destino che avverte che il tempo
è arrivato.
Ed il
tempo è giunto, il destino bussa alla porta, per ciascuno dei tre
personaggi delle rispettive opere di Giuseppe Verdi ai quali le tre parti di
questo Trittico sono dedicate.
È giunto
il tempo per Falstaff, allo scoccare della mezzanotte, di pagare per i suoi
vizi e la sua arroganza, e finire nella trappola/burla che gli è stata
preparata ed essere così da tutti dileggiato e deriso.
È giunto
il tempo per Desdemona di essere uccisa dal marito Otello, folle di gelosia.
È giunto
il tempo per Mabeth di credere di poter intravedere il suo destino nella tetra
spelonca delle streghe di fronte ad un calderone che ribolle, per poi ben
presto affrontare ciò che lo aspetta veramente, vale a dire la morte.
Ciascuna
delle tre parti di questo Trittico è dedicata sia narrativamente che
musicalmente a questi tre momenti chiave delle tre opere verdiane.
La petit
Fantasia-Ricercare vaga misteriosamente e circolarmente cercando e trovando
al fine gli incredibili e modernissimi accordi di Verdi (quasi jazzy a
volte) che accompagnano i dodici rintocchi della mezzanotte, dodici accordi
diversi sulla stessa nota.
La song
del Salice di Desdemona, il suo semplicissimo canto, è accompagnato da un
inquieto disegno sotterraneo, quasi un violoncello, che svela la disperazione
rassegnata della donna.
E il sabba
finale mescola alla danza infernale delle tre streghe (composta dall’autore del
Trittico) l’Aria di Verdi «M’è frullato nel pensier», tratta dell’Introduzione
del I atto del Macbeth, una melodia trascinante e modernissima.
Musicalmente
c’è un percorso graduale, che da un’armonia sostanzialmente diatonica, venata
qua e là da qualche cromatismo, diviene più tesa nel canto di Desdemona,
introducendo stabilmente l’oscillazione tra quinto grado e quinto grado
diminuito, per poi divenire nella terza parte stabilmente circoscritta all’interno
di uno dei modi più misteriosi e inafferrabili, quel corvo nero nella gabbia
delle bianche colombe dei modi liturgici, che chiamiamo Locrio.
G.L. Baldi








