Le mie Favole al telefono per quintetto di fiati e voce narrante
Bruf, bruf, braf
A contare i numeri
La fuga di Pulcinella
La scuola del Maestro Garrone
Il Filobus 75
Partiture disponibili su richiesta
Le mie Favole al telefono per quintetto di fiati e voce narrante
Bruf, bruf, braf
A contare i numeri
La fuga di Pulcinella
La scuola del Maestro Garrone
Il Filobus 75
Partiture disponibili su richiesta
Questo concerto di Sting, del marzo 2026, in un luogo di grande arte come il Rijksmuseum di Amsterdam, circondato da straordinari dipinti (Rembrandt, Vermeer e Van Gogh), testimonia ancora una volta come in Europa e nel mondo, Italia a parte, la canzone sia sentita come un genere nobile, o meglio, sacro. Apparentemente semplice, ma non per questo mento profondo e complesso, che in pochi minuti può racchiudere un mondo e arrivare al cuore di tutti. Un piccolo grande miracolo dell'arte umana, il cuore musicale del XXI secolo.
Ne sa qualcosa un gigantesco pianista come Brad Mehldau, che continua a dedicare la sua bravura a perle di tutto il repertorio a cavallo tra XX e XXI secolo, a canzoni dei Radiohead e di Nick Drake, dei Beatles e di infiniti altri.
https://www.youtube.com/watch?v=t9UsFbCuM7I&list=RDt9UsFbCuM7I&start_radio=1
Francesco Canova da Milano (1497-1543):
Ricercare XXV
Ricercare V
Fantasia detta "La compagna" (dal manoscritto per liuto di Castelfranco Veneto, datato 1565, trascritto Alberto Mesirca)
Domenico Scarlatti (1685-1757):
Sonata K466
Sonata K1
Sonata K208
(trascrizioni di Wolfgang Lendle e Alberto Mesirca)
Giulio Regondi (1822-1872):
Introduzione et Capriccio op. 23
Angelo Gilardino (1941-2022):
-Les Jardins Mysterieux
-Paesaggio Ligure
Claudio Ambrosini (1948):
Ciaccona in labirinto
Luigi Sammarchi (1962):
Mitternacht – Chemin on Doktor Faust di Ferruccio Busoni, in memoriam- Prima finlandese
Gian-Luca Baldi (1961):
'Its time, 'tis time – Trittico Verdiano – Anteprima finlandese
Antonio José (1902-1936)
Sonata per chitarra:
Allegro moderato
Minueto
Pavana triste
Finale
Sono possibili modifiche.
Per ulteriori informazioni: Matti Leisma, matti.leisma@uniarts.fi
Il programma del festival comprende, tra gli altri, il recital di apertura del chitarrista italiano Alberto Mesirca e concerti di studenti di chitarra, in cui verranno presentati i risultati del lavoro svolto durante l'anno accademico, sia in formazioni solistiche che cameristiche. Il concerto di musica da camera, organizzato in collaborazione con l'associazione Kitara Nova, proporrà una raccolta di composizioni d'avanguardia italiane degli anni '80, composte dagli ex allievi dell'Accademia Sibelius Jonne Grans e Santeri Rautiainen.
Il direttore artistico del festival è Ismo Eskelinen.
Il tempo è
come l’acqua, leggero e trasparente è quello dei nostri giorni, delle nostre ore, dei singoli istanti.
Quasi non
avvertiamo questa sostanza nella quale siamo immersi e nella quale scivoliamo veloci, senza apparente fatica.
Ma poi,
giorno dopo giorno, si deposita sulle nostre spalle e sul nostro cuore, creando
pile alte decine e persino centinaia di metri.
Perciò,
quando gli anni cominciano a diventare tanti, diventiamo come palombari, perché
il tempo acquista peso e consistenza e come l’acqua, la gravità dei suoi bar
atmosferici diviene insostenibile.
La
pesantezza è data dalle scorie del nostro vissuto.
Dall’immensità
del numero dei ricordi.
Dalla
quantità di sentimenti provati e, forse, pesano ancor di più quelli dimenticati
che non quelli di cui ci ricordiamo.
Troppe
volte la luce si è accesa e si è spenta e il sole ha fatto il suo giro intorno
alla terra.
Troppe
volte il riso ha illuminato il pianto, per poi ridivenire pianto e poi, ancora
una volta, riso e così all'infinito.
Troppe
volte ci siamo sdraiati e siamo ritornati in piedi.
Il tempo è
come l’acqua e quando gli anni diventano tanti, si vive come in fondo
all’oceano.
Trittico verdiano https://www.youtube.com/watch?v=RwOWZMsQkk8
‘Tis Time, ‘Tis Time - Trittico verdiano
- Note
«Tre volte
il gatto tigrato ha miagolato, tre volte ed una il riccio si è lamentato,
l’arpia grida: è tempo, è tempo…», cantano le tre streghe all’inizio del IV
atto del Macbeth di William Shakespeare, mentre attendono l’arrivo di
Macbeth.
Grida,
miagolii e lamenti sono qui il rintocco del destino che avverte che il tempo
è arrivato.
Ed il
tempo è giunto, il destino bussa alla porta, per ciascuno dei tre
personaggi delle rispettive opere di Giuseppe Verdi ai quali le tre parti di
questo Trittico sono dedicate.
È giunto
il tempo per Falstaff, allo scoccare della mezzanotte, di pagare per i suoi
vizi e la sua arroganza, e finire nella trappola/burla che gli è stata
preparata ed essere così da tutti dileggiato e deriso.
È giunto
il tempo per Desdemona di essere uccisa dal marito Otello, folle di gelosia.
È giunto
il tempo per Mabeth di credere di poter intravedere il suo destino nella tetra
spelonca delle streghe di fronte ad un calderone che ribolle, per poi ben
presto affrontare ciò che lo aspetta veramente, vale a dire la morte.
Ciascuna
delle tre parti di questo Trittico è dedicata sia narrativamente che
musicalmente a questi tre momenti chiave delle tre opere verdiane.
La petit
Fantasia-Ricercare vaga misteriosamente e circolarmente cercando e trovando
al fine gli incredibili e modernissimi accordi di Verdi (quasi jazzy a
volte) che accompagnano i dodici rintocchi della mezzanotte, dodici accordi
diversi sulla stessa nota.
La song
del Salice di Desdemona, il suo semplicissimo canto, è accompagnato da un
inquieto disegno sotterraneo, quasi un violoncello, che svela la disperazione
rassegnata della donna.
E il sabba
finale mescola alla danza infernale delle tre streghe (composta dall’autore del
Trittico) l’Aria di Verdi «M’è frullato nel pensier», tratta dell’Introduzione
del I atto del Macbeth, una melodia trascinante e modernissima.
Musicalmente
c’è un percorso graduale, che da un’armonia sostanzialmente diatonica, venata
qua e là da qualche cromatismo, diviene più tesa nel canto di Desdemona,
introducendo stabilmente l’oscillazione tra quinto grado e quinto grado
diminuito, per poi divenire nella terza parte stabilmente circoscritta all’interno
di uno dei modi più misteriosi e inafferrabili, quel corvo nero nella gabbia
delle bianche colombe dei modi liturgici, che chiamiamo Locrio.
G.L. Baldi
https://www.youtube.com/watch?v=UB51GwDhSUY
Dall'Opera-Fiaba Gretel e Hans e il mondo di domani
Sotto un cielo grigio amianto
Qui nel mondo di Tristopolis
Non c'è alba, non c'è tramonto
ma solo giorni senza tempo
sotto un cielo
grigio amianto
Qui nel mondo di Tristopolis
Non c'è ieri non c'è domani
Il tempo sfugge dalle tue mani
E anche il presente è prigioniero del niente
Non c'è via di scampo
In un mondo senza tempo
Tutto scorre uguale
Sotto un cielo grigio amianto
Il tempo si ferma stanco
Qui nel mondo di Tristopolis
Non c'è gioia non c'è dolore
Non c'è odio non c'è amore
Solo un senso di vuoto
In attesa del dopo
Oggi mi è stato comunicato che That's the Nature of Love ha vinto il primo Premio nella categoria Modern Song in un Concorso Internazionale.
L'annuncio ufficiale il 15 febbraio!
Divido questo premio con Franz Fabiano e Sharon Avigliano, che se lo meritano tutto!
https://www.youtube.com/watch?v=zZqry_-RK-g
Qui per ascoltarla.