WHEN BACH MEETS BERG
Gian Luca Baldi
lunedì 15 giugno 2026
L'incantesimo che si spezza - L'armonia misurata del giorno e della notte - MUSICA PER DANZA
WHEN BACH MEETS BERG
Dal manuale di 'Patologia del ricordo'
Esistono ricordi come nastro adesivo usato
che
inutilmente si tenta di far aderire ad una parete bagnata.
Questi
i casi di deficit mnemonico o
di
informazioni che non interessano, oppure di periodi di grande stress.
Esistono
invece ricordi che sono come macchie indelebili,
tatuaggi inamovibili che niente e nessuno riuscirà a lavar via.
Qui
possono esservi patologie legate a nevrosi o a forti traumi.
E
poi ci sono quei ricordi che arrivano in sciami, o piuttosto precipitano come
grandine in una tempesta e sono pungenti come chiodi e affilati come frammenti
di vetro
e non c'è tetto che possa ripararci né medicina che possa curarci.
domenica 14 giugno 2026
La casa dagli specchi neri
Nella casa in cui abito esistono due grandi specchi neri
Sono specchi molto vecchi ed il
tempo li ha fatti ammalare.
Molti anni fa il loro vetro era
perfetto e luminoso; il primo specchio, situato nel piccolo soggiorno che
guarda ad est, rispecchiava i raggi del sole al mattino, diffondendoli per
tutta la stanza; il secondo, al centro del grande salotto rivolto ad ovest,
colorava di rosso, al tramonto, tutti gli oggetti intorno.
Col tempo divennero però opachi,
come se una densa nebbia fosse penetrata sotto la loro superficie.
Poi, un giorno, divennero
completamente neri, come se il mondo sul quale sono affacciati fosse sempre
immerso nella notte più profonda.
Oggi sono in tutto e per tutto
due specchi identici, sia nella forma – la loro cornice antica di legno scuro –
che nel contenuto – la stessa immagine nera.
Eppure… eppure provocano delle
reazioni completamente diverse.
Il primo suscita un timore
irrazionale ed incontrollabile, tanto da spingere chiunque vi passi davanti a
camminare velocemente, ed in generale ad evitare la stanza che lo contiene.
Il secondo un’attrazione
inspiegabile che spinge a restare immobili a fissarlo, come ipnotizzati.
Purtroppo non è l’unica stranezza
di questi specchi,
Sono stati fatti dei tentativi di
rimuoverli, ed è assolutamente impossibile, essendo tali specchi
indissolubilmente legati alla casa.
Per liberarsene non resta allora
che abbandonare la casa stessa, se non che, non avendo essa porte d’accesso o
d’uscita, ma solo e soltanto quegli specchi per giungervi o allontanarsi, è
inevitabile alla fine passarci attraverso e comprendere prima o poi le ragioni
di tanto timore o di tanta attrazione…
da Futureworld - Racconti intrecciati
Giovane Holden Edizioni, 2018
sabato 13 giugno 2026
Come una guardia forestale
Ieri, durante il saggio di composizione, osservavo questo gruppo meraviglioso di giovani: sono come degli "dei" in un certo senso, eppure non ne hanno minimamente consapevolezza. Quasi tutti nei loro vent'anni, sono belli e pieni di talento e la musica dona loro un potere magico.
Cosa possiamo fare noi insegnanti se non tutto il possibile per proteggere queste creature incantate e dare loro tutti gli strumenti in nostro possesso per farsi strada e avere una vita piena e felice di chi sa fare bene una cosa e ne sa trarre infinito giovamento?
A volte mi sento come una guardia forestale che si muove in territori selvaggi e con attenzione e rispetto cerca di prendersi cura delle creature che ospitano
venerdì 12 giugno 2026
Scrivere una trilogia fantasy
Da circa venticinque anni mi dedico costantemente e seriamente anche alla letteratura, vale a dire alla scrittura di parole e non solo di note.
Posso considerarmi uno scrittore professionista? Non lo so, non esiste il "diploma di scrittore", al contrario della composizione. Però sono stato pagato per scrivere, articoli, programmi di sala, racconti, saggi e per fare l'editor. E questo dovrebbe fare di me un "professionista".
Poi è arrivata la commissione del romanzo fantasy e un capitolo completamente nuovo si è aperto nel mio lavoro creativo con le parole.
Una trilogia fantasy richiede un progetto e un'architettura complessi, costringe a tenere quaderni di appunti con annotati nomi, trame, a volte anche disegni e mappe. Bisogna tener conto dello scorrere del tempo, a volte decenni, e del cambiare delle stagioni, delle fasi della luna e dell'evoluzione interna dei personaggi. Bisogna ricordarsi di ogni cosa che è stata fatta e detta.
Un lavoro intellettuale, dunque, estremamente articolato, totalizzante, immersivo e affascinante, che costringe a vivere in un mondo parallelo per anni.
Di conseguenza, forse la fatica maggiore consiste proprio in quella di "spostarsi" tra una realtà e l'altra, dalla realtà-sogno alla realtà-realtà e ritorno, oltre al dover spostare il o i gatti, naturalmente, dai quaderni.
(ringrazio Syd per il suo contributo attoriale)
mercoledì 10 giugno 2026
Il rammendatore (della memoria)
martedì 9 giugno 2026
Quarant'anni per finire di vedere un film - La pazienza di un compositore
Stasera ho litigato con l'AI coatta del telefono.
Le ho chiesto qual era quel film con Toni Curtis di cui non ricordavo più il titolo, in cui interpreta un ragazzo di provincia che arriva a New York per suonare il sax e al quale rubano tutti gli strumenti.
Continuava a ripetermi che si trattava di A qualcun piace caldo e alla fine l'ho insultata.
In realtà si tratta di Ragazzi di provincia, del 1960, che traduce il titolo originale The rat race. e che segue di un solo anno il film ben più famoso con Marylin Monroe.
Ho ripensato a quel film per una ragione un po' particolare.
Nell'estate del 1981 stavo preparando un esame di Storia contemporanea con Rosario Romeo, uno dei più interessanti tra i pochi che ho fatto alla Sapienza prima di passare al Conservatorio.
Cominciai a vedere il film con Bernard Schwartz, alias Toni Curtis e Debbie Reynolds, la star di Cantando sotto la pioggia (1952) e mi intrigava parecchio.
A Curtis rubarono subito tutti gli strumenti musicali, appena arrivato a New York.
Non so che avrei dato per vedermelo tutto! Ma il senso del dovere trionfò, spensi la tv e andai a chiudermi in camera a studiare. L'appello era stato anticipato e avevo pochissimi giorni per prepararmi.
Da allora mi sono portato dietro la voglia di vedere il seguito di quel film per anni. Ma i compositori sono pazienti e sanno aspettare.
Così sono arrivato fino all'estate del 2021, esattamente quarant'anni dopo, prima di decidere di cercarlo in rete e di vedermelo, una sera d'estate che ero solo a casa!
Io e Manuela eravamo ancora fidanzati e in città diverse.
Nel momento in cui sono rientrato in quella storia mi è sembrato incredibile pensare a tutti gli anni passati nel mezzo. Come se avessi potuto toccare con mano il tempo che era passato, sentirne la consistenza.
Per inciso, a quell'esame di Storia moderna poi presi 29...










