Gian Luca Baldi
mercoledì 10 giugno 2026
Il rammendatore (della memoria)
martedì 9 giugno 2026
Quarant'anni per finire di vedere un film - La pazienza di un compositore
Stasera ho litigato con l'AI coatta del telefono.
Le ho chiesto qual era quel film con Toni Curtis di cui non ricordavo più il titolo, in cui interpreta un ragazzo di provincia che arriva a New York per suonare il sax e al quale rubano tutti gli strumenti.
Continuava a ripetermi che si trattava di A qualcun piace caldo e alla fine l'ho insultata.
In realtà si tratta di Ragazzi di provincia, del 1960, che traduce il titolo originale The rat race. e che segue di un solo anno il film ben più famoso con Marylin Monroe.
Ho ripensato a quel film per una ragione un po' particolare.
Nell'estate del 1981 stavo preparando un esame di Storia contemporanea con Rosario Romeo, uno dei più interessanti tra i pochi che ho fatto alla Sapienza prima di passare al Conservatorio.
Cominciai a vedere il film con Bernard Schwartz, alias Toni Curtis e Debbie Reynolds, la star di Cantando sotto la pioggia (1952) e mi intrigava parecchio.
A Curtis rubarono subito tutti gli strumenti musicali, appena arrivato a New York.
Non so che avrei dato per vedermelo tutto! Ma il senso del dovere trionfò, spensi la tv e andai a chiudermi in camera a studiare. L'appello era stato anticipato e avevo pochissimi giorni per prepararmi.
Da allora mi sono portato dietro la voglia di vedere il seguito di quel film per anni. Ma i compositori sono pazienti e sanno aspettare.
Così sono arrivato fino all'estate del 2021, esattamente quarant'anni dopo, prima di decidere di cercarlo in rete e di vedermelo, una sera d'estate che ero solo a casa!
Io e Manuela eravamo ancora fidanzati e in città diverse.
Nel momento in cui sono rientrato in quella storia mi è sembrato incredibile pensare a tutti gli anni passati nel mezzo. Come se avessi potuto toccare con mano il tempo che era passato, sentirne la consistenza.
Per inciso, a quell'esame di Storia moderna poi presi 29...
Lovely lad variations per due chitarre
domenica 7 giugno 2026
Emanuele Arciuli e la musica americana - Festival MITO 2020
Programma di sala: Corigliano, Bresnick, Rzweski, Debussy
Ma altrettanto
importante, nei compositori statunitensi, è la dimensione sonora, la ricerca
timbrica posta al centro del pensiero compositivo, tanto da far scaturire da
essa tutti gli altri parametri musicali. “Il tempo è la casa del suono”, dice
Arciuli, e questo è un altro aspetto che li accomuna a Debussy.
Tra quelli di
questa sera, il più noto è senza dubbio Frederic
Rzewski, pianista dalle capacità prodigiose oltre che compositore, uno dei fondatori,
a Roma nel 1966, del gruppo Musica elettronica viva (MEV). Il suo monumentale
ciclo di variazioni The People United
Will Never Be Defeated del 1975 (sulla melodia dell’omonima canzone del
gruppo cileno dei Quilapayùn, El pueblo
unido jamàs serà vencido, portata poi al successo dagli Inti Illimani)
viene considerato da molti come non solo la più importante composizione di
tutto il Novecento americano dopo la Concord
Sonata di Charles Ives, ma anche la «più bella, intensa e significativa
della seconda parte del secolo», secondo le parole della pianista Jade Simmons,
intervistata da Arciuli nel libro citato.
I Four
pieces (1977), sebbene possano essere considerati in un certo senso una
Sonata nel loro insieme, si presentano in realtà come una serie di pezzi indipendenti
ed eseguibili separatamente. Il quarto, il più conosciuto ed eseguito, «è
caratterizzato da una pulsazione ritmica implacabile, ossessiva, che percorre
l’intera estensione della tastiera in maniera vertiginosa, con momenti di
grande violenza percussiva e altri di maggiore levità, risolvendosi in
un’irresistibile Toccata piena di verve,
che svanisce com’era nata» (Arciuli).
Estremamente
noto e apprezzato da pubblico e critica negli States, ma molto meno conosciuto
qui da noi, John Corigliano è un compositore
estremamente prolifico e pluripremiato (tra i numerosi premi un Pulitzer, 4
Grammy Awards e un Oscar per le musiche de Il
violino rosso di François Girard), ed è considerato uno dei più importanti
sinfonisti degli ultimi decenni.
La Fantasia
on an Ostinato (1985), unica sua esperienza nel minimalismo, evoca
gradualmente (dapprima accennandone solo il ritmo) fino a farlo apparire con
chiarezza, il tema dell’Allegretto della
Settima sinfonia di Beethoven, che
finisce col permearne interamente il brano. Composta in occasione della settima
edizione del Concorso Internazionale di pianoforte Van Cliburn (Texas), desiderava
offrire, dichiara il suo autore, la possibilità ai 12 giovani finalisti di
lavorare su immaginazione, musicalità e una certa libertà creativa, grazie
all’inserimento di sezioni libere che ne rendono estremamente variabile la
durata complessiva.
Composto espressamente
per Emanuele Arciuli e inserito nel suo cd Walk
in beauty – Viaggio attraverso il Southwest e la cultura dei nativi (2017),
un progetto dedicato alla cultura dei nativi americani e all’evocazione della
natura, è invece il brano Ishi’s Song (2012) di Martin Bresnik, un compositore che “raccoglie
le suggestioni più disparate, dal jazz alla grande tradizione musicale del
classicismo americano, fino all’esperienza del minimalismo” (Arciuli). La
melodia d’apertura del brano, che viene suonata e cantata dall’esecutore, è una
trascrizione di una registrazione fatta da Ishi, l’ultimo dei sopravvissuti
degli indiani Iahi, di un canto tradizionale del suo popolo, The Maidu Doctor’s
Song. Il brano, ipnotico e solo apparentemente
statico, è in realtà un gioco raffinato di timbri e di ritmi intrecciati che
mutano sottilmente e perennemente.
Gian-Luca Baldi
Nelle foto: Frederic Rzweski (1938-2021) - Emanuele Arciuli
John Corigliano (1938)
Fantasia on an Ostinato
Claude Debussy (1862 -1918)
da
Préludes, libro primo
Voiles
Des pas sur la neige
Martin Bresnick
(1946)
composto per Emanuele Arciuli
Claude Debussy
da
Préludes, libro primo
Ce qu’a vu le
vent d’Ouest
La cathédrale engloutie
Frederic Rzewski (1938)
sabato 6 giugno 2026
La gioia delle prime bozze
È sempre una
grande emozione quando arrivano le prime bozze di un libro.
D’improvviso,
qualcosa che aveva vissuto solo e unicamente nella nostra mente, che era nato a
poco a poco, prendendo forma giorno dopo giorno, all’improvviso diventa qualcosa di
concreto.
Il secondo
romanzo di Amleth nasce dalla commissione dell’Anicia, del settembre del 2023 e
la mail dell’editor, Claudia Camicia.
Ho
impiegato mesi per rientrare in quel mondo che avevo abbandonato quasi vent’anni
prima e quasi un anno per scrivere il romanzo.
Ma alla
fine… ben tornata Amleth!
A GIORNI L'USCITA DELLA NUOVA CANZONE: AMLETH E LE NOVE REGINE BIANCHE
Gentile
dottor Baldi,
mi ha
girato la sua email Mauro Bellisomo, che ci legge in copia. Sono lieta dei suoi
prestigiosi risultati letterari e mi congratulo per la sua capacità di riuscire
a trovare un equilibrio tra l'insegnamento musicale e la produzione letteraria.
Ho letto con molto interesse il suo fantasy e ne ho apprezzato la trama, nonchè
la narrazione fluida e la descrizione dei personaggi.
Mi
domandavo se avesse interesse a portare avanti la trilogia (?) e a seguire la
prossima ristampa del primo episodio.
Mi farebbe
piacere parlarne, a seconda delle sue disponibilità. Le lascio in calce i miei
recapiti.
La
ringrazio per l'attenzione e le auguro buon proseguimento delle sue molte
attività culturali, cordialmente
Claudia
Camicia
Spirit Variations dalla laguna di Caorle - da 18 Irish Traditional Melodies
giovedì 4 giugno 2026
I modi della musica irlandese - 18 Irish Traditional Melodies
«Baldi trae spunto dalla fascinazione dei songs irlandesi per sviluppare una propria creatività camaleontica e discreta che si compiace di ricreare un'apparente, perfetta omogeneità con gli originali ai quali si ispira» A. Borrelli, recensione de «Il Fronimo – Rivista di chitarra». N. 169, gennaio/marzo 2015, p. 57.
"Creatività camaleontica e discreta", potrebbe intendersi come un modo di entrare nel mondo delle melodie irlandesi, un vero patrimonio dell'umanità, in punta di piedi e con rispetto.
Esattamente quello che ho cercato di fare.
Armonizzare delle melodie che non nascevano per essere armonizzate ma vivevano nella loro purezza e perfezione da centinaia di anni non è stato facile.
Mi è venuto in aiuto un contrappunto discreto e "rispettoso".
Bellissima la copertina di Freddy Mason.
Con un'introduzione sulla modalità nella musica irlandese che riporto qui sotto.
Ricordo che mi sono occupato di modalità a più riprese, a partire dal mio Introduzione alla modalità e al pensiero musicale contemporaneo - Bérben editore, Ancona 2002.

















