Il mio intervento è disponibile su You Tube:
https://www.youtube.com/watch?v=4uVwzGKBBks
Nel 2020 il presidente della Fondazione Cassamarca mi chiese di tenere una conferenza su di un tema a scelta ed essendo ancora in tempi di Covid, fu deciso di preparare un video.
Io stavo studiando approfonditamente Beethoven da circa un anno, per una serie di articoli per la Rivista Prometeo, e infatti riuscii a snocciolare a braccio una serie di nomi, date e fatti abbastanza impressionante, senza neanche un foglio davanti, per più di un'ora.
Riascoltando quella conferenza oggi resto colpito soprattutto dalla mia filosofia incrollabile - fino a pochi mesi fa - di fare e poi dimenticare di aver fatto e soprattutto di fare attenzione che neanche altri sappiano o ricordino quello che ho fatto!
Ludwig van Beethoven alla luce del XXI secolo
Confrontarci con la
figura di Ludwig van Beethoven oggi significa da un lato approfondire la
conoscenza di un compositore la cui musica, da oltre duecento anni, parla alla
mente e al cuore di una platea estremamente vasta di persone. Nonostante le
profonde trasformazioni sociali e culturali dell’epoca che stiamo vivendo, e
delle sue ripercussioni sulla sensibilità e sul gusto, nonostante il
cambiamento radicale del modo stesso in cui avviene oggi l’offerta musicale e
si diffonde, la musica di Beethoven appare ancora in grado di sedurre e
conquistare.
Dall’altro lato, studiare
il ruolo che Beethoven ebbe nella società del suo tempo e come la sua musica fu
considerata, ci costringono a riflettere sul ruolo del musicista nel mondo contemporaneo,
e del significato e dell’importanza che attribuiamo alla musica e all’arte più
in generale, noi uomini del XXI secolo.
I cosiddetti quaderni di conversazione (Konversationshefte)
sono delle raccolte di pensieri, appunti e domande degli interlocutori a
cui Beethoven, a
partire dal 1818, quando ormai era quasi completamente sordo, ha affidato tutti i suoi
rapporti col mondo esterno. Secondo alcune fonti se ne contavano oltre 400, ma
ne sono sopravvissuti solo 137. Secondo taluni studiosi i quaderni mancanti
sarebbero stati distrutti dal primo biografo di Beethoven, Anton Schindler, secondo altri invece Schindler semplicemente
non sarebbe mai entrato in possesso dei quaderni mancanti. La maggior parte dei quaderni originali è
conservata presso il dipartimento di musica della Biblioteca di stato di Berlino e due si trovano nella Beethoven-Haus a Bonn.

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