Come preannunciato, parlando di Claudia Ferronato, ecco tra le sue innumerevoli interpretazioni, una di quelle che amo di più: La canzone di Gretel, tratta da l'Opera-Fiaba Gretel e Hans e il mondo di domani, così come Sotto un cielo grigio amianto.
Si tratta di una demo nella quale, oltre alla voce di Claudia, non ci sono che i suoni standard di un vecchio Sibelius. Anche la chitarra, che di solito suono io, è artificiale. Senza dubbio c'è la magia di Franz Fabiano, ma grandi miracoli con queste premesse non ne poteva fare neanche lui.
Eppure Claudia Ferronato, praticamente da sola, riesce a reggere tutta la canzone, e io le sono grato per la leggerezza e al tempo stesso per l'intensità con le quali la interpreta.
Una piccola parentesi va fatta però su queste "canzonette".
Quando ho cominciato ad abbandonare il linguaggio rigorosamente atonale col quale sono cresciuto nei miei anni di conservatorio, fondamentalmente dopo i due anni passati negli Stati Uniti, ho intrapreso un lungo viaggio di autoapprendimento e di ricerca.
Dovevo reimparare ad usare un linguaggio armonico e al tempo stesso trovare nuove strade, perché certo non potevo comporre secondo le regole dell'armonia classica-barocca.
Così ho passato anni a studiare la modalità novecentesca e quella popolare, il pop, la musica per il cinema e anche qualcosa di jazz.
Il linguaggio al quale sono giunto è quello che uso spesso nelle canzoni e che potrebbe definirsi quasi di dodecafonia tonale anche se io ne preferisco un altro che la momento non svelerò.
Intendo dire che mi muovo liberamente tra tutte le tonalità, utilizzando procedimenti simili a quelli descritti dal Lehman nel suo bellissimo Hollywood Harmony.
Mi muovo spesso al parallelo minore (non relativo!), oppure attraverso il procedimento dello slide, scivolo tra accordi distanti un semitono, oppure salto all'interno di un anello del Circolo esatonico.
In Gretel ad esempio passo spesso da un Ebmaj7 a un Em9, con una naturalezza che vent'anni fa mi avrebbe stupito.
Ma ne L'amor fuggente percorro senza fratture e "smoothly" tutti e dodici i diversi accordi della scala cromatica, sebbene alternando maggiori o minori e ne Il libro non è la carta, dopo una intro che inizia sull'accordo di Solb, arrivo sulla strofa in Do e il ritornello in Sib!
In Sotto un cielo grigio amianto sono riuscito a collegare delicatamente due accordi a distanza di tritono, il Si minore e il Fa maggiore, cosa che solo a John Lennon ho visto fare (in I'm the walrus), mentre i Radiohead ne evidenziano tutta la durezza in Just: Do - Fa# e poi scivolano sul Fa..
Ecco il passaggio citato de Sotto un cielo:
Come dire, sono solo canzonette...
Ecco il link del brano:
https://www.youtube.com/watch?v=JI0ViKuGUvs


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