lunedì 18 marzo 2019

Tre mesi di Musica Nuova a Castelfranco

Tre mesi di Musica Nuova a Castelfranco -
5 concerti, una trentina di nuove composizioni e più di 50 musicisti coinvolti

Ospiti d'eccezione: Monica Benvenuti, Andrea Rebaudengo, Gabrio Taglietti e Carlo Crivelli.

Il primo concerto l’11 aprile, l’incontro con Gabrio Taglietti e il concerto con le composizioni dei ragazzi alle 18. Sarà anche il battesimo dell’Ensemble Necst, Nuove Ensemble Contemporaneo Steffani.
Grazie a tutti, ai miei colleghi Nicola Straffelini, Anne-Marie Turcotte, Monica Benvenuti, Walter Vestidello, all'ospite speciale Andrea Rebaudengo, grazie ad Alessandro Cappelletto, e a tutti i numerosissimi allievi (Aggio, Alberton, Ariolfo, Berton, Bertoldin, Bigazzi, Boischio, Camata, Cortese, Cotelli, Crivellaro, De Martin, Fogarin, Lucadello, Mazzarolo, Montoya, Murru, Penazzi, Picelli, Rigato, Rossi, Ruffini, Sarcinelli, Scriminich, Valent).
Grazie ad Alberto Pelosin e al Kairos Vox e grazie a tutti gli interpreti (Badila, Baldo, Bergamin, Caneve, Carraro, Ceccato, Da Lozzo, Damin, Farronato, Gioielli, Gonella, Grotto, Guglielmi, Iadicicco, Meggetto, Moro, Negra, Segura, Scholze, Tessarollo, Zornoza Olaya).
 

Grazie alle classi di elettronica per il supporto tecnico.
Grazie a Francesca Meneghello per il supporto organizzativo e la grafica dei suoi bellissimi programmi.

venerdì 1 marzo 2019

Suoni nuovi l'8 marzo a Bari


G.Luca Baldi
 
Conferenza
1. Le cinque ragioni del perché è così importante per un musicista interrogare oggi le 'Lezioni americane' di Calvino
2. Rapidità e Visibilità

Bari, Università di Bari - Sala degli affreschi, 8 marzo ore 11

Concerto
Nove Microludi intrecciati per voce narrante, clarinetto, violino e violoncello, comprendono la lettura de Le lettere e di Arriva il giorno (MIniature fantastiche tratte da Futureworld - Undici racconti intrecciati, Giovane Holden 2018).

Six Memos Ensemble
Roberta Peroni - Carmen Fizzarotti direttrici
Clarinetto, Gregory Caforio
violino, Teresa Dangelico
violoncello, Nicola Fiorino
voce narrante, Gian-Luca Baldi

Bari, Sala degli affreschi, 8 marzo ore 16,30
 
 

lunedì 25 febbraio 2019

Link per Nel favoloso mondo della musica


In uscita alla fine di marzo
Per Elisa è un giorno importante, deve visitare il Conservatorio della sua città con la maestra Sonia e la sua classe. Elisa pensa che la musica sia una cosa difficile e noiosa, ma quando il professor Luca comincia a parlare, inaspettatamente, comincia un viaggio straordinario che la porta al cuore stesso del suono e della musica.

Collana di scienze curata da Elena Ioli
Illustrazione di Luna Montatore
Dedalo Editore, Bari



Bibliografia
Internet - Link consigliati relativi agli ascolti consigliati

Johann Sebastian Bach, Badinerie, dalla Suite per orchestra in si minore
Maurice Ravel, Berceuse sul nome di Gabriele Faurè
Antonio Vivaldi, Sonata per arpa e fagotto, I e II movimento
John Williams, Tema di Harry Potter per marimba (Hedwige’s Theme)
Beatles, Don’t let me down - Concerto sul tetto
Beatles, demo del film Yellow submarine
 https://www.youtube.com/watch?v=m2uTFF_3MaA
⸙Nikolaus Harnoncour prova la Quinta di Beethoven
https://www.youtube.com/watch?v=O9Mrk62TyI4
Vienna Vegetable Orchestra
https://www.youtube.com/watch?v=pwOXFOTagSE&t=212s
Oliver Messiaen, Le Réveil des oiseaux
Ludwig van Beethoven, Inno alla gioia -  ‘Flashmob’
Ludwig van Beethoven, Sonata al chiaro di luna, terzo movimento -  Versione per chitarra elettrica.
https://www.youtube.com/watch?v=o6rBK0BqL2w
John Cage, Waterwalk in televisione, a partire da 4.42 circa
John Cage, Alla ricerca del silenzio perduto, Tre escursioni per treno preparato,
Pink Floyd, The dark side of the moon
https://vimeo.com/250113878
Vinko Globocar, ?Corporel
Bobby McFerrin
Mauricio Kagel, Dressur
Beach Boys, Good vibrations (il Theremin si sente bene a partire da 1.21)
Radiohead, How to disappear completely (con le Onde Martenot)
https://www.youtube.com/watch?v=-CxzWmluWHs



domenica 10 febbraio 2019

L’insostenibile leggerezza dell’io



Haruki Murakami, Norwegian wood
Uscito in Italia nel 1993 col titolo di Tokio Blues, il romanzo di Murakami è stato recentemente ripubblicato col titolo originario di Norwegian wood, un riferimento esplicito e dichiarato ad una canzone dei Beatles (tratta da Rubber soul del 1965 e scritta da John Lennon). Per quanto il titolo giapponese sia un travisamento dell’originale inglese: ‘legno norvegese’ è infatti diventato ‘bosco norvegese’ nella traduzione.
Murakami cominciò a lavorare al romanzo, tratto dalla sua novella Hotaru (La lucciola) nel 1986, a Mykonos, e lo completò alla periferia di Roma, nel quartiere Prenestino.
Se in musica appare decisamente difficile sfuggire alla dialettica A–B, che può ritrovarsi tanto nelle più semplici Ballate, come ad esempio Suzanne (1967) di Leonard Cohen, quanto nella musica strumentale più complessa dei grandi compositori classici fino a composizioni come Microphonie 1 (1966) di Karlheinz Stockhausen o addirittura nel brano Sud di Jean-Claude Risset, un esempio di musica concreta (fatta con suoni registrati ‘reali’), nel quale la B (si passa dai suoni di una spiaggia e delle onde a quelli del bosco) arriva esattamente intorno ai 40 secondi, come il secondo tema di maggior parte delle sinfonie classiche; allo stesso modo in letteratura è davvero difficile sfuggire alle due possibilità di una ‘narrazione in prima o in terza persona’.
Eppure all’interno di questo strutture date, il ventaglio di sfumature e di personalizzazioni da parte di un autore appaiono davvero infinite.
Murakami sceglie una formula apparentemente comunissima per Norwegian wood, una narrazione in prima persona, attraverso un lunghissimo flashback.
Eppure, man mano che si procede nella storia, ci si rende conto di una particolarità del tutto unica di questo io narrante, vale a dire della sua leggerezza.
Invece di appesantire la pagina con pensieri e riflessioni, invece di inondarla da un flusso di coscienza inarrestabile, il protagonista, Toru Watanabe, appare un io discreto, riservato e parsimonioso nel confidare al lettore i propri pensieri ei propri sentimenti. Questa leggerezza dell’io narrante, questa sua trasparenza, porta ad una maggiore apertura nei confronti del mondo che lo circonda. una maggiore attenzione alla realtà esterna, un maggiore ascolto. Noi entriamo nel mondo del protagonista guardandolo con i suoi occhi ma senza essere appesantiti e frenati dalle sue strutture mentali.
Watanabe guarda, vive, riporta, timidamente riflette ed annota, e noi con lui viaggiamo, passo dopo passo, nel mondo nel quale è immerso, con la valigia leggera.