martedì 3 marzo 2020

I due artusi


Leggi del contrappunto e leggi di cucina...

Ripeto da sempre ai miei allievi di composizione di non confondere leggi musicali e leggi dello stato, perché le leggi che si trovano sui manuali – regole di contrappunto e armonia ad esempio -  nulla hanno a che fare con le leggi emanate dalle camere, che entrano in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e la violazione delle quali può portare anche alla prigione.
I manuali di armonia e composizione non fanno altro che constatare delle prassi, legate sempre a dei momenti storici e degli stili, magari accomunate da alcuni elementi legati al suono e alle sue caratteristiche fisiche, ma l’autore del libro non ha certo deciso quelle leggi, né il violarle comporta alcuna multa o pena.
Ma mai forse come qualche settimana fa mi sono reso conto di quanto un manuale di cucina sia vicino a un manuale di armonia!
Pellegrino Artusi, famoso gastronomo e critico letterario di Forlimpopoli, di cui quest’anno ricorrono i duecento anni della nascita (e ne visse ben 91!), raccolse 790 ricette in un libro diventato un classico della cucina, e almeno fino a qualche anno fa popolarissimo.
Mia nonna, una donna in anticipo sui tempi e decisamente controcorrente, che aveva sempre odiato cucinare nonostante siciliana e madre di quattro figli, si fece una grande risata quando mia madre regalò l’Artusi a mia moglie. Come dire: «Per noi donne non cambierà mai nulla…».
Di Giovanni Maria Artusi, allievo niente di meno che di Gioseffo Zarlino, tutti hanno sentito parlare probabilmente a proposito della querelle a distanza con Monteverdi, e della sua critica feroce che egli condusse contro le crudezze e licenze della cosiddetta seconda prattica, vale a dire contro un uso più disinvolto delle dissonanze e soprattutto della linee melodiche, che Monteverdi usava nelle sue raccolte di Madrigali. Nessuno cita mai invece una lettera, molti anni più tardi, nella quale l’Artusi di dichiarava pentito delle sue critiche e riconosceva a Monteverdi in pieno la sua grandezza.
Pensandoci bene, quanto sono simili un manuale di cucina e uno di armonia!
Un manuale di cucina deve partire dagli ingredienti, dalla conoscenza delle caratteristiche degli elementi che andrà a usare, dolci, acidi, amari, grassi, ecc., così come noi dobbiamo imparare a conoscere il suono e le sue caratteristiche. E poi dà delle indicazioni su come, in un certo ambito culturale, di gusto e di tradizione, quegli elementi possono dare il meglio se combinati insieme, mostrando ciò che i grandi del passato hanno fatto. Non leggi quindi, ma consuetudini centenarie, che comunque ciascuno ha la libertà di ripensare, riconsiderare e anche a stravolgere; nel caso della cucina, a suo rischio e pericolo naturalmente. 






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