Mi è capitato recentemente di rivedere due film che avevo visto da bambino con mio nonno materno, tra il 1967 e il 1970.
E ho avuto conferma di come sia selettiva la memoria e di come cancelli scrupolosamente da un lato e conservi meticolosamente dall'altro, selezionando ciò che trova più interessante o la colpisce.
E questo ci fa capire cosa resti nella nostra mente della vita che conduciamo tutti i giorni. sabbia nelle scarpe, rispetto alla spiaggia immensa di vita vissuta, di emozioni, di sentimenti, di esperienze sensorie ed emotive che abbiamo realmente attraversato nel corso dei nostri anni.
D'altronde, come può contenere la nostra mente, l'immensità di ciò di cui ha fatto esperienza in decenni, in centinaia di mesi e in migliaia di giorni?
Di due film non avrei conservato memoria alcuna, nessuna traccia è rimasta nei cassetti della mia memoria, se non per due scene particolari, che ricordo con tale precisione da avere l'impressione di averle viste ieri. Questo vuol dire che tutto il resto è stato cancellato.
Il primo film è Agente 007 Si vive solo due volte, del 1967, quinto film della serie e l'ultimo della prima fase di Sean Connery, prima che lasciasse il posto a Lazenby, per poi tornare un'ultima volta.
Di questo film, a parte la sepoltura in mare iniziale, non ricordavo nulla, se non una scena molto particolare: il tentativo di avvelenamento di 007 da parte di un sicario che lascia cadere delle gocce di veleno lungo un filo mentre dorme.
All'ultimo istante è Connery si sposta ed è la donna accanto a lui a bere il veleno.
Una scena molto originale e intrigante, ricca di suspence.
Il secondo film è Ultimo domicilio conosciuto (1970), un titolo che mi è rimasto appiccicato addosso per tutta la vita, tanto da utilizzarlo in un mio saggio su Ravel e la tonalità modale.
Ma di questo film, visto con mio nonno poco prima che morisse, non ricordavo proprio nulla, ma assolutamente nulla. Se non un piccolo dettaglio: una prostituta che dice: "Commissario, gli uomini dopo aver fatto l'amore, prima fumano e poi si addormentano...".
Una frase che si è impressa nella mia mente di bambino e ci è rimasta per sempre.
Così come la fascinazione e l'amore per i film francesi di quegli anni, dotati di una fascino del tutto particolare, specialmente quelli di Melville e film come I senza nome (Le cercle rouge, 1970).



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