domenica 21 giugno 2026

Perché attribuiamo ancora oggi il Pulcinella "a" STRAVINSKIJ?

Igor Stravinskij lavorò al balletto Pulcinella nel 1919 e ne trasse alcuni anni più tardi la Suite omonima. La storia di Sergej Djaghilev che scopre alcuni manoscritti di Pergolesi nel Conservatorio di Napoli e al British Museum e li sottopone al compositore, è piuttosto nota e non starò qui a ripeterne i dettagli.


In quegli anni la musica barocca era ancora un immenso continente semi sconosciuto e ricchissimo di tesori, pronti ad essere saccheggiati da chiunque lo volesse. Non molto dissimile da quello che rappresentava nel XIX secolo (e oltre) il continente africano per gli europei e il Congo per il re del Belgio, solo per fare un esempio. 

Si pensi che Vivaldi era ben lungi dall'essere riscoperto e che ci vollero vent'anni per arrivare a poter disporre della sua immensa produzione, rimasta sepolta per un paio di secoli in varie collezioni private.

Fu il 1926 l'anno in cui, grazie all'iniziativa del direttore del Collegio Salesiano San Carlo di Borgo San Martino (Casale Monferrato), don Federico Emanuel, iniziò la lunga odissea che avrebbe riportato alla luce, quattro anni più tardi, quel patrimonio di 27 volumi di manoscritti vivaldiani (quasi tutti autografi) comprendenti 80 cantate, 42 opere sacre, 20 opere, 307 brani strumentali e l'oratorio Juditha triumphans, noto come fondo Foà-Giordano. E non era ancora finita...

"I musicologi non poterono sfruttare rapidamente questa scoperta eccezionale poiché Alberto Gentili, al quale i diritti di studio e di pubblicazione erano stati espressamente riservati, era ebreo e come tale fu bloccato a causa delle leggi razziali del fascismo italiano. Fu solamente dopo la seconda guerra mondiale che lo studio e la pubblicazione poterono essere condotti al loro termine"(1).

Questo per dare un'idea di ciò che poteva essere la conoscenza della letteratura barocca nel 1919 e la ragione per la quale era forse ancora lecito al tempo selezionare un certo numero di musiche di due autori straordinari come Domenico Gallo e Giovanni Battista Pergolesi, e spacciarle "quasi" per proprie.




Ma oggi? Come facciamo ancora a definire il Pulcinella un'opera di Igor Stravinskij?

Senza dubbio la scelta dei brani è stata mirabile e la sua orchestrazione elegante, delicata e soprattutto rispettosa. A volte libera, molte altre estremamente fedele.

E sia chiaro, niente a che fare con la Sacre du printemps, che, seppur ricchissima di temi popolari russi, rimane un'opera il cui unico e assoluto creatore è senza dubbio Stravinskij.

Per questo direi che è giunto il tempo di tornare a dare a Cesare ciò che è di Cesare, pur rispettando la grandezza di un gigante della musica del XX secolo. Anche semplicemente col rispolverare il titolo originale che era Ballet avec chant» -  Pulchinella (Musique d'après Pergolesi), e aggiungendovi chiaramente il nome di Gallo.

Tanto più che Domenico Gallo è ancora oggi un compositore sconosciuto ai più, eppure largamente eseguito proprio grazie al compositore russo.

Non dovrebbe apparire qualcosa del genere nel titolo?

Pulcinella, musiche di Domenico Gallo e Giovanni Battista Pergolesi, riorchestrate da Igor Stravinskij.

Domenico Gallo.

(1) A. Vivaldi, Wikipedia,https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Vivaldi

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