lunedì 29 giugno 2026

Esistono film migliori del romanzo dal quale sono tratti?

Vorrei chiarire prima di tutto che non desidero rubare il mestiere a un caro amico di mio padre come Roberto Chiesi, vera autorità in materia.

Le cose che scriverò le dirò da semplice spettatore e lettore.

L'unica cosa di cui posso vantarmi è di essere cresciuto a Roma negli anni Sessanta: il cento e la periferia pullulavano di cinema, da quelli di prima visione, ai parrocchiali ai cineclub.

La mia infanzia l'ho passata lì. Immerso e sommerso dal cinema. A volte ne vedevo tre al giorno.


Gli anni più belli, quelli con mio nonno materno che a nemmeno 7 anni compiuti mi portò a vedere 2001 Odissea nello spazio (1968). Nemmeno immaginabile l'emozione che poté provocare un film simile in un bambino di sei anni. E mi dette la possibilità di ascoltare a quell'età Gyorgy Ligeti senza rendermene minimamente conto. E poi Il pianeta delle scimmie (nello stesso anno!), Un uomo chiamato cavallo (forse uno degli ultimi che vidi con lui), un paio d'anni più tardi e tanti altri.



E poi i libri... A sette/otto anni leggevo il Jack London di Martin Eden, di Prima d'Adamo e del Vagabondo delle stelle e mi appassionavo alle raccolte di Urania, storica collana di fantascienza curata da Fruttero e Lucentini, nata nel 1952 e credo ancora in vita..



Ecco, questo il mio punto di osservazione.

E da qui, secondo il mio modesto parere, penso ci siano almeno tre film, dei quali i primi due superano di gran lunga i romanzi da cui sono tratti e che io ho letto. Il terzo ha senza dubbio delle trovate geniali che il libro non aveva e che pur tuttavia io non conosco.

Blade runner/Do the androids dream of electric sheep? 1982

Sono un amante della fantascienza, ma Philip K. Dick non mi ha mai appassionato. Le sue intuizioni sono geniali, è un autore straordinariamente visionario, ma la sua scrittura mi lascia freddo. Leggendo il suo romanzo non si riconosce nulla del fascino di Blade runner. Mi sembra che gli manchi il dono di saperti catturare con la scrittura. Cerca di ammaliarti con le sue idee, ma non sempre basta.





Situazione simile con il romanzo di Pierre Boulle, scrittore,, ingegnere e agente segreto (come Roald Dahl!), divenuto famoso per l'ultra celebre Il ponte sul fiume Kwai. E a questo punto allora mi viene un dubbio. Non è che vedere prima il film e poi leggere il romanzo rovini tutto a prescindere? 

Può darsi, ma le trovate degli sceneggiatori de Il pianeta delle scimmie (Michael Wilson, Rod Serling) e di Blade runner (Hampton Fancher, David People) sono davvero imbattibili. Il romanzo lo trovo sbiadito, noioso, e il finale è quasi ridicolo, ed è quello poi recuperato dalla versione di Tim Burton, della quale facevamo volentieri a meno.



Infine The Shining. Non ho letto mai nulla di Stephen King, è  un autore che conosco solo grazie alle sue innumerevoli trasposizioni cinematografiche, da Le ali della libertà. al Miglio verde, a Stand by me, ecc. Tuttavia mi sembra di aver capito che lui il dono per la scrittura ce l'abbia, un dono straordinario e così la capacità di catturarti sin dalle prime righe. La versione di Kubric è semplicemente la versione di Kubric, qualcosa di molto diverso dall'originale e forse non solo per le necessità che un medium così differente come il cinema comporta inevitabilmente.

La scena finale del labirinto di ghiaccio non era presente nel libro ed è secondo me, una delle tante trovate geniali del film. 






Poi, naturalmente, di film deludenti, che non riescono a rendere minimamente la grandezza di un libro, ce ne sono senza dubbio in abbondanza. Uno tra tutti, per la mia esperienza personale, Ritratto di signora (1996), di Jane Campion. Saputo che stava per uscire il film, volli finire in fretta il romanzo di Henry James. Lo stavo leggendo da anni, ma era piuttosto difficile in lingua originale, e mi trascinavo. L'uscita del film mi dette la spinta definitiva e poi corsi al cinema pieno d'entusiasmo. Nonostante la Campion di Lezioni di piano (1993), Malkovich e la Kidman, davvero una grande delusione. Ma, trattandosi di un romanzo così complesso, come avrebbe potuto forse essere altrimenti? 
E perché la Campion decise di cambiare l'autore delle musiche? Erano vere le voci che Michael Nymann non facesse proprio tutto da solo?
D'altronde scelse al suo posto Wojciech Kilar, compositore polacco di tutt'altro peso e noto per le sue musiche dei film di Polanski.
Parlerò nei prossimi giorni delle tante versioni di Pinocchio, perché credo che il loro quasi unanime fallimento, meriti una grande attenzione!






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