mercoledì 10 giugno 2026

Il rammendatore (della memoria)

Quando diventai papà, nel 1997, come sempre succede, tutte le mie abitudini ne furono stravolte, anche se non in quella maniera drammatica che mi era stata descritta da tanti. Nel senso che la mia vita cambiò profondamente, sì, eppure fu l'inizio di un bellissimo viaggio.
Tra le tante abitudini nuove, ce ne fu una in apparenza di poco conto e pur tuttavia bizzarra e importante, che mi ha sempre incuriosito.
Esattamente poco dopo la nascita di mia figlia Arianna, ricominciai a comprare un fumetto che avevo tanto amato da bambino.
L'avevo seguito fin dal primo numero, ed amato spassionatamente, vivendo notte e giorno in quel mondo fantastico, come solo i bambini sanno fare. Poi crebbi e tutto cambiò. 
Quasi venticinque anni dopo, con mia figlia appena nata, ricominciai a comprarlo e a cercare gli arretrati che mi mancavano, appassionandomi di fumetterie. 
Negli anni mi sono chiesto spesso cosa mi avesse spinto a tornare in edicola e a chiedere quel fumetto. 
E così mi sono ascoltato. Ho riflettuto. Ho cercato nei sotterranei della memoria.

Io credo che con quel fumetto avessi richiamato in vita il bambino che ero stato. E a quel bambino gli ho regalato una famiglia.
Non che non fossi stato un bambino felice, nonostante i miei fossero separati. Al contrario. Tanto più che i miei si erano separati prima della mia nascita. Non ebbi a soffrire nessun litigio a casa, nessun trauma.
Però non avevo mai avuto un padre e una madre insieme, nella stessa casa. 

Così, da padre, mi sono adottato e, in un certo senso, curato. Perché a volte vagano per la nostra mente frammenti di memoria, brandelli di ricordi. E, come pellegrini, possono andare in cerca per anni della loro casa e della loro pace.
Sta a noi fargli trovare un rifugio sicuro. Sta a noi ricucire gli strappi di alcuni lembi della memoria, divenendo dei veri e propri rammendatori..
Adottandomi ho dato al me stesso bambino qualcosa di cui evidentemente avevo sentito il bisogno senza neanche saperlo. E ne provai infinita serenità.
Fu in un certo senso come avere due figli contemporaneamente.
E sono diventato un uomo diverso anche per questo.




 

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