venerdì 24 agosto 2018

Baldi - Catalogo Narrativa



Romanzi
2006, La principessa Amleth e il Regno degli Orchi, romanzo per ragazzi (Anicia, 2010)
2009, Novantanovemila notti senza un giorno – 2221 Inferno terrestre (inedito, ma ne è stato tratto un racconto dal titolo omonimo, pubblicato nella raccolta Storie di immaginaria realtà vol. 2, Giovane Holden). Selezionato al Premio Fantasy Viareggio 2018 col titolo Le tessitrici dell'ultimo giorno.
2015, Quello di cui non vogliamo parlare (Giovane Holden 2016, Premio Bukowski miglior romanzo)
2015-2018, Del Tempo, del Caos e dell'Amore (titolo provvisorio della seconda versione di quattro, inedito)
2016 – 2018, Futureworld – Cuori nella corrente, Undici racconti intrecciati (Giovane Holden 2018)
2018 - Le tessitrici dell'ultimo giorno - Premio speciale della giuria, Premio fantasy Viareggio 2018 

Racconti e miniature
2011, I magici frutti dell’albero libro ed altri racconti (inedito)
2012-2013, Storie di nomi e di parole (inedito)
2011-2013, Racconti vari (Atlantic, Anima e frigoriferi, Fermate Babbo Natale e altri, inedito)
2013, Piccole storie di altri pianeti (inedito)
2011 – 2014, 21 Mondi fantastici (Anicia 2014), collegati alle 21 Miniature per pianoforte


Fiabe in musica
2003, Sergej e la luna Regina (Anicia 2004)
2008, Oiche Shamhna, ovvero la vera storia di Hallowe’en (Anicia 2010)
2009, Gretel e Hans e il mondo dei robot (inedito e ineseguito)
2013, Il principe vagabondo (Omaggio a Charlie Chaplin) Torino 2013 e 2014 (MITO).
2014, Tempi difficili a Futuretown (da Dickens, inedito ed ineseguito)

Didattica e saggistica
Nel favoloso mondo della musica - Piccola biblioteca di scienze, Dedalo editore, Bari 2019.

Rivista Prometeo - Mondadori - Indice degli articoli di De Musica

INDICE COMPLETO DEGLI ARTICOLI - DICEMBRE 2015 - DICEMBRE 2018

1. Dicembre 2015 - I linguaggi della musica classica contemporanea - Reportage da un mondo invisibile Parte I
2. Marzo 2016 - I linguaggi della musica classica contemporanea - Reportage da un mondo invisibile Parte II
3. Giugno 2016 - I linguaggi della musica classica contemporanea - Reportage da un mondo invisibile Parte III
4. Settembre 2016 - Dialogo sui conservatori - Passato presente e futuro delle Istituzioni di Alta Formazione musicale in Italia e una conversazione con Paolo Troncon
5. Dicembre 2016 - Come si compone una sinfonia? Viaggio nei processi creativi: 'Intelligenze', emotività e immaginazione Parte I
6. Marzo 2017 - Come si compone una sinfonia? Viaggio nei processi creativi: 'Intelligenze', emotività e immaginazione Parte II
7. Giugno 2017 - A proposito di Mozart - 1791: l'ultimo anno tra verità e leggenda Parte I
8. Settembre 2017 - A proposito di Mozart - 1791: l'ultimo anno tra verità e leggenda Parte II
9. Dicembre 2017 - Claudio Monteverdi - Mantova e il madrigale nei 450 anni dalla nascita
10. Marzo 2018 - Claudio Monteverdi - L'Orfeo e la nascita dell'Opera lirica
11. Giugno 2018 - Franz Schubert (I parte) Il lungo cammino di un musicista romantico
12. Settembre 2018 - Franz Schubert (II parte) Il lungo cammino di un musicista romantico
13. Dicembre 2018 - Ludwig van Beethoven: estasi e tormento








martedì 10 luglio 2018

Trienni di composizione a Castelfranco Veneto: Classico e Moderno

Studiare composizione  a Castelfranco Veneto

Il Conservatorio di Castelfranco Veneto vanta un'offerta formativa generale “corposa”.  La scuola di Composizione comprende ben tre cattedre di composizione, unico caso in tutta la regione, e un’offerta formativa che va dalle due diverse curvature del Diploma di Laurea di primo livello (una classica ed una moderna), al Biennio in composizione e il Biennio in composizione e nuove tecnologie (che rivolge un’attenzione particolare alla musica da film), ai corsi propedeutici, ai corsi singoli.
A Castelfranco teniamo molto ai nostri allievi e teniamo soprattutto al fatto che possano realizzare i loro progetti compositivi. Per questa ragione facciamo di tutto perché chi studia composizione abbia la possibilità di avere i propri lavori eseguiti, ed eseguiti spesso da grandi interpreti. Questo nuovo ciclo di Masterclass si è inaugurato nel maggio del 2014 col concerto di Andrea Rebaudengo nel Teatro Accademico, che ha eseguito musiche di docenti ed allievi. L’anno seguente abbiamo avuto uno dei migliori Ensemble di musica contemporanea, il Fontana Mix, che ha eseguito le musiche dei nostri allievi. Nel 2016 L’altreVoci Ensemble di Modena e dal 2017 sono stati nuovamente i nostri docenti a rendersi disponibili, come per l’Ensemble di quest’anno che ha visto riuniti Andrea Rebaudengo (pianoforte), Walter Vestidello (violoncello), Francesco Fontolan (fagotto), Sergio Bernetti (trombone) ed il nostro ex-allievo oggi spalla della Fenice Alessandro Cappelletto (violino).
E i risultati si vedono. Solo per fare qualche esempio: Raffaele De Giacometti ha vinto qualche anno fa il Primo Premio al concorso Dvorák di Praga, e il terzo premio al concorso Guido d’Arezzo; Fausto Vedova, finalista al concorso Seghizzi di Gorizia nel 2013; Daniele Bertoldin vincitore del Premio delle Arti nel 2017, Valerio Casarin vincitore con la sua Messa del 'In memoriam...Joannis XXIII (2018) e Nicola Rigato aggiudicatosi il terzo posto col suo Allegro barbaro per quartetto con pianoforte al premio Don Sante Montanaro di Bari (il 1° e 2° premio non sono stati assegnati).
I tre docenti, tutti nati negli anni Sessanta, appartengono a scuole e indirizzi diversi, coprendo un ampio panorama stilistico e di competenze, che vanno dalla musica per orchestra e cameristica, al teatro musicale, dalla danza alla musica per film.
Gian-Luca Baldi, cresciuto e vissuto a Roma fino al suo trasferimento a Padova (2000), ha studiato col compositore Ivan Vandor, ungherese  di nascita ma anche lui romano d’adozione, allievo a sua volta di Guido Turchi e Goffredo Petrassi. Nicola Straffelini, trentino, ha seguito per anni Franco Donatoni. Anne-Marie Turcotte, di scuola milanese, ha studiato con Azio Corghi.
Baldi e Straffelini hanno avuto modo di lavorare negli ultimi anni negli Stati Uniti.
Baldi, che ha studiato anche in California conseguendo nel 1993 un M.A. in Composizione presso il Mills College di San Francisco, dopo diverse esecuzioni nel corso degli anni Duemila, nel 2012 ha ricevuto la commissione del prestigioso Syracuse Film Festival (New York) per una nuova colonna sonora per La febbre dell’oro di Charlie Chaplin.
Nicola Straffelini, dopo il successo a San Diego, dove una sua composizione è stata scelta per inaugurare l’annuale conferenza delle Università di musica statunitensi (novembre 2012), dopo l’esecuzione a Knoxville nel Tennessee della sua opera minima “Desert Games”, (2014), è risultato ancora vincitore in America, nell’ambito del premio organizzato dal Festival Boston New Music Initiative e del Martirano Award organizzato dall’ Illinois University. 
Baldi è inoltre attivo anche sul piano editoriale e della didattica: Baldi, Introduzione alla modalità e al pensiero musicale moderno (Bèrben, 2002), Grammatica dell’armonia fantastica – Appunti e interludi (Anicia, 2012), Grammatica dell’armonia fantastica – Quaderni di lavoro (Anicia 2014). Cronodiànoia o del realismo interiore, Armelin, Padova 2015.

♦ Indirizzo compositivo moderno (diversi mondi compositivi oggi)
L’indirizzo compositivo moderno si prefigge l’obiettivo di fornire agli allievi di composizione un quadro il più esauriente possibile dei diversi mondi compositivi contemporanei, affiancando al mondo della musica classica contemporanea quello della musica popolare, quello del jazz, della musica elettronica e quello del pop, con un attenzione particolare alla composizione libera e alle inclinazioni di ciascun allievo, senza tuttavia rinunciare a fornire degli strumenti tecnici adeguati, come lo studio dell’armonia e del contrappunto.
Nel Triennio Classico, è prevista, alla fine del secondo anno la composizione di una fuga (clausura di 18 ore) e di una romanza (clausura 12 ore), e di un quartetto per archi nel terzo anno (48 ore a casa); mentre nel Moderno è prevista la composizione di una serie di variazioni per pianoforte (12 ore) 
nel secondo anno, e di un progetto compositivo libero nel terzo.


Nelle foto: alcuni docenti del conservatorio (in primo piano Sergio Bernetti e Duccio Fontolan, poi Gian-Luca Baldi), insieme a Francesco Berton e Gabriele Ariolfo. Nella seconda foto Andrea Rebaudengo con Riccardo Lucadello. Nella terza foto Nicola Straffelini.

lunedì 25 giugno 2018

Il lungo viaggio di Franz Schubert

E' uscito il nuovo numero di Prometeo con l'articolo

Il lungo viaggio di Franz Schubert - I parte




domenica 6 maggio 2018

Il nome


È difficile comprendere il perché l’ansia cresca esponenzialmente quando si ha a che fare con la burocrazia, con moduli prestampati ed uffici comunali.
E per questo ho cercato di tenerla sotto controllo, perché non c’era ragione, perché era tutto tranquillo, perché si trattava di mettere un paio di crocette su di un foglio di carta ed aspettare il timbro dell’impiegato. Tutto qui. Nel giro di una mezz’ora sarei uscito dagli uffici del Comune col mio bel foglio timbrato, da consegnare alla banca:la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.
Naturalmente quel tipo particolare di servizio di cui avevo bisogno non era previsto nell’elenco ‘touch’ della colonnina che rilascia i numeri per la fila e così sono passato alle informazioni.
Poi mi sono seduto ed ho aspettato il mio turno,  concentrandomi nel tener chiuso il coperchio di una pentola dalla quale voleva traboccar fuori a tutti i costi la mia ansia. Pochi numeri ed è subito il mio turno - evidentemente quel servizio non era molto richiesto al momento.
- Ecco, ho messo il nome di mia madre, la data di nascita… era divorziata sì, ma non sono sicuro se devo barrare questa o quest’altra riga.
L’impiegata mi indica, dall’altra parte del tavolo la riga giusta e poi prende in mano il foglio, girandolo.
- Guardi, ha dimenticato qui di segnare il nome del marito…
A quella domanda ho un senso di vertigine e mi si gela il sangue.
- Il nome del marito? – rispondo sgomento.
- Certo...
 – ma… ma mia madre era divorziata da moltissimi anni, che importanza ha…
- Deve mettere il nome del marito, altrimenti non posso metterle il timbro.
- Il fatto è che io non conosco il nome del marito, non era mio padre e mia madre si è sposata nel 1948, molto prima che nascessi…
Se l’impiegata resta a sua volta sorpresa, non lo dà certo ad intendere. Risponde freddamente:
- Gli uffici conservano i documenti a partire dall’Unità d’Italia..
- Ma io non so dove andare a cercare quelle informazioni… se non so dove si è sposata.
L’impiegata continua a guardarmi impassibile ed allarga le braccia, restituendomi il foglio.
L’ansia a quel punto tracima, ed io esco dagli uffici comunali in preda ad una disperazione contenuta ma intensa e profonda. E acuta come la spina di un istrice. Ma non rassegnata. L’unica cosa che posso fare è chiamare mio zio, il solo rimasto in vita di quattro fratelli, il più giovane. Lui ricorderà.
- Ricordo bene quel giorno, tua madre si è sposata nella chiesa di S.Agostino a Milano, era il 1948 o ’49… e quel giovanotto particolarmente magro..
- E come si chiamava? – gli chiedo.
- Anselmi, mi sembra…
- Sì, quel cognome adesso dice qualcosa anche a me, ma il nome?
- Il nome non lo ricordo, mi dispiace. Mi sembra Vittorio, ma no, non lo so…
- In ogni caso il prossimo fine settimana sarò a Roma, vengo a trovarti zio…
- Certo, ti aspetto a pranzo…
- Resto in silenzio a guardare piazza dei Signori, a Padova, e cerco di pensare a come uscire da quella situazione. L’unica forse sarà quella di andare a Milano, nella chiesa di S.Agostino e chiedere di cercare quel documento del 1949 o forse del ’48…
Nei giorni seguenti i ricordi si agitano e rimescolano. Riemergono immagini confuse, sensazioni, parole che mi passano davanti veloci e poi si nascondono. Ho l’impressione che tra quelle parole si celi anche il nome di quell’uomo, che devo aver visto in qualche vecchia foto. Una parte della vita di mia madre che aveva voluto dimenticare e che aveva totalmente rimosso anche dalla mia esistenza. Un matrimonio, un anno in America dove, partita con grandi speranze, aveva finito per fare la fame; la separazione, la depressione…
Ho in testa un nome, ma non riesco ad afferrarlo. Mentre sono in treno scorro tutti i nomi maschili uno ad uno. Ma nulla. Poi, all’improvviso, arrivato in stazione Termini ho una rivelazione. Il nome era Sergio, Sergio Anselmi, ne sono quasi sicuro. Ma ho bisogno di prove. E, una volta arrivato a casa di mia madre, mi metto a cercare. I suoi mobili e la sua scrivania sono luoghi che già conosco, ma voglio riprovare. Li perlustro palmo a palmo. Bigliettini, ricevute, qualche foto. Documenti. Ma nulla. Quella parte della vita di mia madre sembra totalmente rimossa. Non ce n’è traccia. Fino a quando non ho un’illuminazione.
Sei mesi prima di morire, vent'anni fa, mia nonna si era trasferita a casa di mia madre, dopo aver vissuto caparbiamente sola fino a novantanove anni. Della sua casa si era portata soltanto una strana cassettiera, con un ampio ripiano nella parte superiore chiuso da una sorta di tavolinetto a discesa, e tre cassetti nella parte inferiore. Sembra una sorta di Ikea anni Cinquanta. Lo scomparto superiore ha una serratura e la chiave è scomparsa… provo il primo dei cassetti.
Grandi buste, con scritte a pennarello: Inps, condominio 1996, ricevute Enel… e poi una busta trasparente e senza scritte, e sotto una cartellina in pelle, la metà di un foglio A4, di quelle che usavano un tempo e che ero abituato a vedere sulla scrivania di mio nonno, quella col porta penne, l’asciuga inchiostro, la grande cartellina per i fogli e tanti altri oggetti ordinati.
Ed ecco, una parte della mia vita, o meglio, della vita di mia madre d’un tratto si dischiude. Era sempre stata lì e non l’avevo mai vista. Una serie di foto molto vecchie. Mia madre giovanissima che sale le scale di una chiesa accompagnata da mio nonno. Lei con un bouquet che sorride radiosa accanto ad un uomo molto magro e decisamente non bello, dalla strana espressione incerta.
Apro la busta trasparente e lì davvero c’è tutta una parte della mia vita che mi era sconosciuta. A parte l’atto di matrimonio, e quello di divorzio, c’è il riconoscimento che mia madre fece di me, figlio naturale e nato in ‘costanza’ di matrimonio, cioè nato da un uomo mentre era sposata con un altro.
Apro l’atto di divorzio… e qui trovo finalmente il nome.
Cesare Anselmi, detto Giorgio…
Era Giorgio il nome che ricordavo e non Sergio. Forse ingannato dal fatto che negli ultimi tempi mia madre, ormai persa in un mondo tutto suo, nominava spesso quel nome, totalmente estraneo alla nostra famiglia. Tutte quelle informazioni erano sempre state lì, dormienti, sopite in un cassetto, ed aspettavano soltanto che le trovassi.
Adesso potevo compilare il mio modulo e tornare da quell'impiegata.