domenica 4 ottobre 2026

Cose da poco - Four walls di John Cage e l’estetica del poco e del semplice (E A little bird is flying)

 

Nei due anni passati in California presso il Mills College di Oakland, San Francisco (1991-1993) ci sono state molteplici esperienze determinanti nel mio percorso di formazione musicale.

Sono arrivato negli Stati Uniti che fondamentalmente avevo un’idea ben chiara di cosa fosse la musica e dove dovesse andare.

Poi tutto fu sconvolto e rivoluzionato.

Il primo incontro con Lou Harrison e il suo pentatonismo diatonico fiabesco mi lasciò esterrefatto.

Come si poteva scrivere in quel modo nel 1991?

Poi ci furono i corsi di David Bernstein di Analisi e Pitch Class Set Theory. A questi corsi devo l’acquisizione di una padronanza del linguaggio atonale profonda, e un amore del tutto speciale per quel repertorio.

Dall’altro lato però, devo sempre a questi corsi la scoperta di altri mondi e il riconoscimento di un posto di tutto rispetto nell’era contemporanea dell’estetica del semplice, del poco, della leggerezza in fondo.


Un brano mi colpì molto e rappresentò la riscoperta di un autore che avevo fino ad allora odiato: Four walls di John Cage. Un brano per la verità del tutto unico nella sua produzione e appartenente ad una prima fase che Cage avrebbe poi del tutto abbandonato, e che rappresenta la prima collaborazione col ballerino e coreografo Merce Cunningham.

Tuttavia quel brano esiste, è.

Ascoltate Act I Scene II con quei semplici accordi che appaiono dal nulla e poi si fermano. Silenzio. E poi riprendono esattamente da dove erano rimasti, senza direzione, senza volontà di dominio e funzione. Perduti, smarriti, una sintassi dell’oblio e della vertigine.

Per me fu l’inizio di un lungo sentiero.

Affascinato da quel brano composi poco dopo un Trio, Cose da poco, fatto della stessa fragilità e pochezza. Se ricordo bene, riuscii ad arrivare ultimo a un concorso di quegli anni con quel pezzo!

Canzoni come A little bird is flying, appena pubblicata su You Tube,  ne sono in fondo ancora un frutto evidente, anche se a distanza di tanti anni (35).

E questo lungo e lento cammino è dedicata anche la mia Avvelenata, ma non troppo (Darmstadt est mort) che uscirà prossimamente su You Tube.










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