Il tempo è
come l’acqua, leggero e trasparente è quello dei nostri giorni, delle nostre ore, dei singoli istanti.
Quasi non
avvertiamo questa sostanza nella quale siamo immersi e nella quale scivoliamo veloci, senza apparente fatica.
Ma poi,
giorno dopo giorno, si deposita sulle nostre spalle e sul nostro cuore, creando
pile alte decine e persino centinaia di metri.
Perciò,
quando gli anni cominciano a diventare tanti, diventiamo come palombari, perché
il tempo acquista peso e consistenza e come l’acqua, la gravità dei suoi bar
atmosferici diviene insostenibile.
La
pesantezza è data dalle scorie del nostro vissuto.
Dall’immensità
del numero dei ricordi.
Dalla
quantità di sentimenti provati e, forse, pesano ancor di più quelli dimenticati
che non quelli di cui ci ricordiamo.
Troppe
volte la luce si è accesa e si è spenta e il sole ha fatto il suo giro intorno
alla terra.
Troppe
volte il riso ha illuminato il pianto, per poi ridivenire pianto e poi, ancora
una volta, riso e così all'infinito.
Troppe
volte ci siamo sdraiati e siamo ritornati in piedi.
Il tempo è
come l’acqua e quando gli anni diventano tanti, si vive come in fondo
all’oceano.

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