lunedì 16 febbraio 2026

Nuovo brano per chitarra su You Tube - Alberto Mesirca

Trittico verdiano https://www.youtube.com/watch?v=RwOWZMsQkk8

‘Tis Time, ‘Tis Time - Trittico verdiano - Note

 

«Tre volte il gatto tigrato ha miagolato, tre volte ed una il riccio si è lamentato, l’arpia grida: è tempo, è tempo…», cantano le tre streghe all’inizio del IV atto del Macbeth di William Shakespeare, mentre attendono l’arrivo di Macbeth.

Grida, miagolii e lamenti sono qui il rintocco del destino che avverte che il tempo è arrivato.

Ed il tempo è giunto, il destino bussa alla porta, per ciascuno dei tre personaggi delle rispettive opere di Giuseppe Verdi ai quali le tre parti di questo Trittico sono dedicate.

È giunto il tempo per Falstaff, allo scoccare della mezzanotte, di pagare per i suoi vizi e la sua arroganza, e finire nella trappola/burla che gli è stata preparata ed essere così da tutti dileggiato e deriso.

È giunto il tempo per Desdemona di essere uccisa dal marito Otello, folle di gelosia.

È giunto il tempo per Mabeth di credere di poter intravedere il suo destino nella tetra spelonca delle streghe di fronte ad un calderone che ribolle, per poi ben presto affrontare ciò che lo aspetta veramente, vale a dire la morte.

Ciascuna delle tre parti di questo Trittico è dedicata sia narrativamente che musicalmente a questi tre momenti chiave delle tre opere verdiane.

La petit Fantasia-Ricercare vaga misteriosamente e circolarmente cercando e trovando al fine gli incredibili e modernissimi accordi di Verdi (quasi jazzy a volte) che accompagnano i dodici rintocchi della mezzanotte, dodici accordi diversi sulla stessa nota.

La song del Salice di Desdemona, il suo semplicissimo canto, è accompagnato da un inquieto disegno sotterraneo, quasi un violoncello, che svela la disperazione rassegnata della donna.

E il sabba finale mescola alla danza infernale delle tre streghe (composta dall’autore del Trittico) l’Aria di Verdi «M’è frullato nel pensier», tratta dell’Introduzione del I atto del Macbeth, una melodia trascinante e modernissima.

Musicalmente c’è un percorso graduale, che da un’armonia sostanzialmente diatonica, venata qua e là da qualche cromatismo, diviene più tesa nel canto di Desdemona, introducendo stabilmente l’oscillazione tra quinto grado e quinto grado diminuito, per poi divenire nella terza parte stabilmente circoscritta all’interno di uno dei modi più misteriosi e inafferrabili, quel corvo nero nella gabbia delle bianche colombe dei modi liturgici, che chiamiamo Locrio.

 

G.L. Baldi





 

 

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